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Cenni storici

di Giovedì, 13 Febbraio 2014 - Ultima modifica: Mercoledì, 02 Aprile 2014

Un rapido viaggio indietro nel tempo per conoscere dettagli della storia del più giovane comune trentino.

Ronzo e Chienis (o Chianis) si affacciano alla storia come due paesi o ville dell’antichissima Pieve di Gardumo, unità amministrativa e religiosa che comprendeva tutta l’attuale Valle di Gresta; essi si trovano citati per la prima volta in documenti del tredicesimo secolo, ma erano certamente abitati già da molto tempo.
Nel medioevo una famiglia, forse feudale, di “Signori” di Gardumo edificò il castello di Gresta nel 1225; ad essi nel 1324 subentrarono i Signori di Castelbarco, i quali mantennero la giurisdizione feudale tirolese di Gresta, nella quale erano ricompresi Ronzo e Chienis, fino alla caduta del feudalesimo agli inizi del diciannovesimo secolo.
Durante il regno napoleonico d’Italia i paesi della Valle di Gresta vennero riuniti in un’unica amministrazione comunale, ma sotto il governo austriaco ricostituirono ciascuno un proprio comune.
Il 22 giugno 1787 la comunità di Ronzo approvò il proprio regolamento e stabilì gli obblighi degli eletti al governo; il 16 gennaio 1789 la comunità di Chienis approvò i Capitoli riguardanti le cariche e gli uffici della comunità.
Entrambi i testi degli antichi statuti risultano conservati presso la biblioteca civica di Rovereto e costituiscono un importante documento sulla vita delle comunità in quel periodo; infatti in essi si rinvengono precise norme in materia di governo locale, di ordine pubblico, di attività economiche, di utilizzo dei beni pubblici e di responsabilità degli Amministratori se non avessero assolto al loro compito con sufficiente diligenza; la particolare attenzione di cui sono oggetto le attività dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame denotano poi l’importanza ed il ruolo fondamentale che le stesse allora rivestivano.
Nel 1923 Ronzo e Chienis vennero uniti dal governo italiano al Comune di Pannone, insieme a Varano, Manzano e Nomesino, mentre Valle S. Felice venne unito invece al Comune di Mori.
A differenza degli altri paesi della zona di Gardumo Ronzo e Chienis, a motivo della loro vicinanza, mantennero in comune nel corso dei secoli la Chiesa di S.Michele-Assunta, il cimitero e probabilmente altri aspetti associativi. La presenza invece dei due comuni catastali indica la remota distinzione amministrativa fra le due comunità, come del resto fra ogni altra comunità storica della Valle di Gresta; in epoca recente la contiguità, le necessità pratiche e l’associazionismo, particolarmente cooperativo, hanno posto le basi per la riunificazione amministrativa fra Ronzo e Chienis, avvenuta nel 1971 a seguito dell’esito di un referendum, recepito da apposita legge regionale, che determinò l’aggregazione delle frazioni di Varano, Manzano, Nomesino e Pannone al Comune di Mori e la costituzione del nuovo Comune di Ronzo-Chienis.
 
Nella sezione Toponomastica del sito www.trentinocultura.net (apre il link in una nuova finestra), sono pubblicate 568 schede toponomastiche appartenenti al comune di Ronzo-Chienis.

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